Queste sono le lettere che Loredana scrive ai genitori adottivi ogni volta che torna dall’India, per aggiornarli sull’andamento del progetto e sulla vita dei loro bambini.

coccinellascritta in hindu

novembre 2018 

Cari amici,

sono tornata dall’India, dove ho trascorso quasi due mesi con i nostri bambini. Qualche ragazzo/a ha terminato gli studi, alcune ragazze si sono sposate, ma per fortuna non giovanissime e comunque dopo aver terminato il loro ciclo di studi.

Dopo anni di proteste e violenti scontri autonomisti, nel 2014 la parte settentrionale dell’Andhra Pradesh si e’ staccata formando il nuovo Stato di Telangana con capitale Hyderabad. Noi siamo nella parte sud, nel ridimensionato stato dell’Andhra Pradesh. Una conseguenza della suddivisione e’ che il governo dell’Andhra Pradesh sta rimandando in Telangana persone che vivevano e lavoravano qui ma che sono nate in villaggi del Nord. Alla Smiling Children’s Home avevamo un gruppetto di circa dieci bambini provenienti dal Telangana che sono stati rispediti nei loro villaggi di origine. A nulla sono valse le nostre proteste: contro una decisione governativa non ci si puo’ appellare.

Un’altra conseguenza della divisione dello Stato e’ che la nostra citta’, Vijayawada, e’ diventata la capitale amministrativa: la necessita’ di avere strutture adeguate ha portato il governo ad allargare l’aeroporto, dal cui muro perimetrale la nostra casa dista solo 500 metri. Ci hanno espropriato una striscia di terreno dove si trovano le docce delle ragazze, quindi dobbiamo attivarci per costruirne delle nuove. La seconda brutta notizia e’ arrivata pochi giorni dopo il mio arrivo: un ufficio del governo ci ha convocato per comunicarci che in base a nuove regole emanate per gli orfanotrofi, i maschi e le femmine che hanno compiuto i dieci anni di età devono vivere in campus separati. I nostri ragazzi vivono gia’ in due edifici diversi, ma che si trovano nello stesso campo. Quindi ci hanno imposto di costruire un muro per separarli completamente. Siamo rimasti molto male perche’, a parte il fatto che un tale muro sara’ decisamente brutto, ma poi la spesa gravera’ non poco sulle nostre esigue finanze (ai lati dovremo costruire anche due cancelli), proprio adesso che stiamo racimolando i fondi per le docce. Molto contrariata ho fatto presente al direttore dell’ufficio che il nostro orfanotrofio non ha mai ricevuto un soldo dal governo e quindi non siamo tenuti a sottostare alle sue regole. Ma era come parlare al vento. Alla fine, esasperata, ho minacciato di mandare via tutti i ragazzi oltre i dieci anni domandando: “In questo caso che si occupera’ di loro? Il governo?” Il direttore mi ha risposto serafico: “Non si preoccupi. Lei costruisca il muro cosi’ potra continuare ad occuparsi dei suoi bambini”. I “miei” bambini? Lascio a voi i commenti.

Nel passato abbiamo avuto altri problemi e siamo stati sempre in grado di risolverli: se continuate a sostenerci supereremo anche questi. A volte siamo presi dallo sconforto ma poi ricominciamo con nuovo entusiasmo. La molla che ci da’ la carica sono i nostri bambini. Vedere in che stato li accogliamo (dalla strada, da famiglie disastrate...) e come migliorano nel tempo.

Un giorno ero in veranda e mi sono soffermata a guardare Nirmala, una delle nostre ragazze. Quando era piccola il personale dei servizi sociali l’aveva trovata a vagabondare lungo una strada...era scappata di casa incapace di sopportare piu’ a lungo la violenza costante del padre che sempre ubriaco riempiva la mamma di botte. Fino al punto di ucciderla. La bambina era stata sistemata in un’istituzione di carita’ fino a quando il padre si e’ risposato, dopodiche’ era stata rimandata a casa. Ma la matrigna non la voleva con se’ e le faceva subire ogni sorta di maltrattamenti. I servizi sociali l’avevano ripescata di nuovo sulla strada e ci hanno chiesto di accoglierla alla Smiling Children’s Home.

Grazie alla sua mamma italiana e’ diventata una bellissima ragazza, frequenta il 2° anno di università per diventare veterinario e vive serena alla Smiling Children’s Home. Guardandola con orgoglio mentre aiuta nei compiti a casa le bambine più piccole mi sono chiesta cosa ne sarebbe stato di lei se non l’avessimo accolta e fatta adottare… Questa e’ una delle tante storie dei nostri bambini che da tempo volevo raccontarvi. Non potendo farlo in una lettera le ho scritte e raccolte in un piccolo libro che ho intitolato Racconti indiani. Se qualcuno di voi volesse leggerlo saro’ felice di fargliene avere una copia. Fatemi sapere.

A parte i problemi comunque, il nostro progetto procede bene. Attualmente stiamo mantenendo 71 bambini alla Smilng Children’s Home e 130 nei villaggi vicini. Con i bambini alla Smilng Children’s Home ho trascorso bellissimi momenti...ogni giorno una sorpresa e tanta la loro gratitudine e la loro gioia. Ho giocato a tombola, ho rifornito la nostra farmacia, ho acquistato nuovi tavoli e sedie, ho fatto riparare la cisterna per l’acqua,...E tutto grazie a VOI! Siamo andati a fare delle scampagnate al mare e ho portato i ragazzi delle superiori, 7 ragazze e 5 ragazzi, a trascorre cinque giorni a Hyderabad, una bellissima citta’ storica. E’stata un’esperienza indimenticabile, che i ragazzi conserveranno nella mente e nel cuore per tutta la loro vita.

I bambini hanno bisogno di amore, in particolare i nostri che hanno alle spalle drammatiche storie famigliari. A chi mi chiede di poter andare al nostro orfanotrofio per fare volontariato, rispondo che materialmente non c’e’ niente da fare perche’ abbiamo uno staff di 11 persone che provvede ai nostri bisogni (due cuoche, tre donne delle pulizie, due guardiani per la casa e uno per le bufale, due insegnanti, l’autista del bus). L’unica cosa che si puo’ fare e’ stare coi bambini, giocare con loro, assistere ai loro spettacolini di danza, toccarli con semplici gesti di affetto (un bacio, una carezza, un abbraccio...) e riceverli da loro.

Ho anche incontrato i ragazzi esterni e mi sono informata sull’andamento dei loro studi e sulla loro situazione famigliare. A parte due o tre ragazzi che hanno interrotto gli studi, gli altri proseguono con discreti risultati, che in alcuni casi raggiungono livelli di eccellenza.

Anche se le letterine che ricevete da loro per Natale e per Pasqua non sono particolarmente interessanti e sono sempre un po’ tutte uguali, sappiate che vi sono molto riconoscenti, sia i bambini interni sia quelli che vivono fuori, perche’ sono consapevoli che tutto quello che hanno e che potranno realizzare nella loro vita lo devono esclusivamente a VOI.

Vi saluto caramente e auguro a voi e alle vostre famiglie un sereno Natale e un buon Anno Nuovo.

Loredana